Mezzo scafo da parete: Endeavour 1934

49,00 IVA Inclusa

Questo mezzo scafo, della fine degli anni ’90 del Secolo scorso, proviene da una Collezione Privata . E’ un modello realizzato artigianalmente, a mano, lavorando il legno e creando, con pazienza ed assoluto rispetto delle proporzioni di scala, un piccolo capolavoro da collezione. La tavola, laccata in nero, ha dimensioni di 8 x 16 cm.

Endeavour 1934

Endeavour è una barca a vela della Classe J. Fu costruita per volere di Sir Thomas Sopwith, che la impiegò nel suo tentativo di conquistare la America’s Cup nel 1934. L’impresa non riuscì, ma ciò non intaccò minimamente il suo fascino.
Yacht a vela, costruito nel 1934 dal cantiere Camper E. Nicholson, è un vero e proprio pezzo di storia dello yachting. Con scafo in acciaio e sovrastruttura in legno, i suoi architetti navali furono Charles E. Nicholson e Dykstra & Partners, mentre vanta un design esterno di Charles E. Nicholson, ed il lavoro interno di John Munford. Questo scafo classico misura 39,56 metri e può ospitare fino a otto persone.

Con una storia ricca e di successo, lo yacht ha dominato la scena britannica per molti anni ed ancora oggi è considerato una delle più belle barche d’epoca di classe J mai costruiti. La sua carena blu scuro ed oltre 2740 metri quadrati di vele la fanno facilmente identificabile.

Scampato alla demolizione negli anni Quaranta, è stato anche uno dei più azzardati e importanti restauri del Novecento.
Nel 1984 la miliardaria americana Elizabeth Meyer rilevò infatti questo scafo in metallo, ridotto a relitto, presso l’Isola di Wight.
Lo sottopose a un refitting durato cinque anni, iniziato a Southampton e conclusosi presso il cantiere olandese Royal Huisman con il coinvolgimento dello studio dell’architetto Gerard Dijkstra.

La ricostruzione ha comportato la sostituzione della chiglia e della zavorra, la riparazione di telaio e scafo e l’aggiunta di un nuovo timone. Una volta che la barca è stata trasportata al cantiere Royal Huisman in Olanda ha ricevuto un nuovo motore, generatori e sistemi meccanici. Dopo il suo lungo periodo a terra, Endeavour era pronto a salpare di nuovo nel giugno 1989.

Dal momento che il suo rilancio, ha navigato le acque del Mediterraneo, Europa, Caraibi e America. In precedenza di proprietà dell’ex CEO Tyco Dennis Kozlowski, è stata venduta a Sempervirens Ltd. nel 2006.

 

Descrizione

I mezzi scafi, demi coque per i francesi e half hull o half block in lingua anglosassone, furono inventati nel 1700 ma  la loro diffusione avvenne nella metà dell’ottocento. Prima di allora i disegni e le linee d’acqua delle nuove navi e barche erano riportati sulle carte o direttamente sullo scalo in costruzione.
I mezzi modelli erano barche tridimensionali in miniatura con le linee generali utili per la successiva costruzione del mezzo navigante. Il progettista elaborava varie scale nella loro realizzazione, per uno yacht lungo 30 metri ad esempio il mezzo modello misurava in genere 90 centimetri. Dapprima metteva insieme delle tavolette di legno di dimensioni approssimativamente esatte fissandole con spinotti o con lunghi cunei triangolari.
Con sgorbie, pialle e scalpelli ne intagliava poi un fianco secondo la sua fantasia, l’altro fianco non aveva bisogno di essere modellato, perché era solo l’immagine speculare della parte scolpita.

Con questa tecnica i mezzi scafi rappresentavano dunque, per i carpentieri navali ed i maestri d’ascia, lo strumento per anticipare le forme delle imbarcazioni e delle navi, che successivamente avrebbero dovuto disegnare e costruire. Costituivano pertanto la base per quello che era il più importante degli elaborati del disegno navale cioè “piano di costruzione”.

Costituiti da tavolette in legno, sovrapposte le une alle altre rappresentavano in forma tridimensionale ciò che i maestri d’ascia avrebbero voluto realizzare e infatti una volta sagomato il blocco di legno nelle forme volute, questo veniva scomposto nelle sue parti le quali diventavano totalmente elementi geometrici dai quali sarebbero state tratte le “linee d’acqua” rappresentanti ciò che sarebbe diventata l’imbarcazione nel suo insieme con la dimostrazione al vero della disposizione dei volumi e dei rapporti tra le varie parti dello scafo e dal cui piano di costruzione veniva successivamente tratta la tabella di tutte le quote necessarie ad impostarne successivamente l’ossatura.

Questa descrizione è stata rielaborata partendo dall’articolo  “Le mezze navi” di Daniele Busetto pubblicato sul Sito ufficiale dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI)

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